filiera corta Cia
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La filiera corta nasce per valorizzare la qualità della nostra agricoltura, ridurre i costi delle intermediazioni e per incentivare e promuovere il consumo di prodotti tipici.
La filiera corta è una particolare forma di cooperazione che permette ai consumatori di acquistare generi alimentari direttamente dai produttori, alla base c'è l'esigenza di cercare nuove forme di acquisto, incontro e cooperazione che si basano sul rapporto diretto fra chi produce e chi consuma. Il rapporto diretto permette di ottenere una qualità superiore a un prezzo finale trasparente e più economico per chi acquista, e sicuramente una remunerazione più equa per chi produce. Gli obiettivi perseguiti da questa forma alternativa di commercio sono: giusta remunerazione al produttore; educare il consumatore alla conoscenza dei prodotti tipici, alla freschezza e alla stagionalità della merce perché sia informato e consapevole; maggiori garanzie di qualità e sicurezza alimentare; favorire il consumo di prodotti locali ed evitare i costi di trasporto, limitare l'inquinamento dovuto al trasporto stesso e ai rifiuti (imballaggi). Risparmio e sostegno all'ambiente.

   
   
   
 
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Tra i tanti benefici che si hanno dalla filiera corta è bene ricordare il rispetto per l'ambiente. La filiera corta permette di inquinare di meno, perché elimina gran parte dei trasporti, consente inoltre di avere una riduzione del traffico e un notevole risparmio energetico.

L'inquinamento viene combattuto anche riducendo al minimo imballaggi e confezioni, questo vuol dire meno plastica, meno rifiuti e minore spesa per chi acquista. La spesa intelligente inoltre permette di valorizzare le coltivazioni e le aziende che operano nel territorio limitrofo, aiutando la protezione delle biodiversità, delle tipicità, delle ricette e delle tradizioni!
Possiamo dire che dalla filiera corta il consumatore riceve soltanto benefici che dividiamo sostanzialmente due tipi: economici e qualitativi.

Dal punto di vista economico c'è sicuramente una riduzione dei prezzi grazie a una serie di condizioni:
Riduzione dei passaggi del sistema di distribuzione tradizionale;
Meno (sarebbe auspicabile zero) costi relativi agli imballaggi;
Meno costi relativi al trasporto delle merci.

Dal punto di vista qualitativo:
Acquista prodotti freschi e tipici del territorio;
Conosce la storia dei cibi che si portano a tavola che spesso hanno un trattamento biologico;
L'opportunità di conoscere direttamente il produttore e le tecniche di produzione;
I vantaggi per chi vende direttamente al consumatore sono notevoli. Primo tra tutti è sicuramente l'adeguato guadagno. La grande distribuzione paga poco il produttore e non garantisce la gli standard qualitativi e di tipicità che invece sono punti cardine della vendita diretta. Spesso i prodotti che finiscono sulle nostre tavole provengono da luoghi molto più lontani del necessario e questo penalizza sia chi acquista, costretto a farsi carico dei costi di trasporto e di imballaggio, sia i produttori costretti a vendere anzi a “svendere” la propria merce.
Dall'incontro del produttore con il consumatore si ottengono risultati brillanti: il produttore vende la sua merce, tipica del territorio in cui opera, a un prezzo che gli permette un'adeguata distribuzione; il consumatore compra merce fresca e garantita, che non ha subito rincari e alterazioni dovute ai trasporti, e sicuramente impara a conoscere le tipicità dei prodotti locali diventando da consumatore omologato a consumatore consapevole.
Questa forma di commercializzazione è stata una grande innovazione grazie a una serie di fattori vincenti: la relativa facilità ed economicità dell'organizzazione richiesta, la retribuzione equa per l'azienda agricola, la freschezza e la tipicità dei prodotti. Per un produttore agricolo vendere direttamente sul luogo di produzione i propri prodotti è relativamente facile e permette di avere margini di guadagno più alti e adeguati al lavoro svolto. Questo è il principio di equa retribuzione che la vendita diretta riesce ad ottenere. Per le aziende che operano nel campo dell'ospitalità rurale, contribuisce poi a migliorare l'immagine e la caratterizzazione del servizio di ospitalità. Bisogna però ricordare che la vendita diretta è soggetta ad una serie di vincoli legislativi e a un'attitudine alla capacità imprenditoriale da parte della azienda produttrice.

A cura di Donne in Campo-Cia Parma
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